Abbronzatura artificiale
Essere abbronzati è un simbolo sempre più riconosciuto di benessere e salute. Pur di esibire un colorito ambrato in ogni momento dell’anno, sempre più persone ricorrono alle lampade a raggi UVA (docce, lettini solari) e agli autoabbronzanti.
È bene ricordare che anche in questi casi è necessario proteggersi con un solare adatto al proprio fototipo.
I raggi UVA utilizzati per le lampade sono i più dannosi per la nostra cute, quelli che portano ad un invecchiamento precoce della pelle e possono produrre danni cronici e profondi, quali l’insorgenza di tumori cutanei.
Le stesse regole che valgono per una corretta esposizione al sole (esposizione breve e graduale, protezione) sono da applicare anche per le lampade.
Un discorso a parte invece è quello degli autoabbronzanti, sempre più diffusi grazie anche a formulazioni innovative che hanno eliminato i difetti dei prodotti di vecchia generazione (quali ad esempio macchie, colore tendente al giallo-arancio).
Il colorito così acquisito dura però solo due o tre giorni, il tempo fisiologico per il ricambio dello strato superficiale della pelle, quello su cui si registra l’abbronzatura; inoltre nella maggior parte dei casi gli autoabbronzanti non garantiscono una protezione dai raggi ultravioletti e, se ci si espone al sole, è necessario proteggersi.
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