Dermatiti allergiche
Le sostanze che possono causare allergie alla pelle sono contenute in oggetti o prodotti con i quali il contatto è ripetuto, spesso quotidianamente.
Tra queste rientrano metalli come il nickel (presente in bigiotteria, monete, chiavi, accessori del vestiario, cosmetici) e il cobalto (presente in oggetti in metallo, ceramiche, cemento, prodotti detergenti).
Ma come si diventa allergici ad una certa sostanza?
Ci può essere una predisposizione genetica, oppure la causa è semplicemente una pelle delicata, più soggetta di altre a fenomeni irritativi o allergici.
La sostanza che provoca l’allergia si chiama allergene.
Una volta sensibilizzati all’allergene ogni successivo contatto scatena una reazione immunitaria, visibile sulla pelle sotto forma di irritazione, prurito, arrossamento, eritema, lesioni.
Gli allergeni da contatto sono sempre più numerosi e tendono ad aumentare, trattandosi di sostanze largamente utilizzate nell’ambito industriale e presenti, anche solo come impurità, negli oggetti di uso quotidiano (detersivi, resine, materie plastiche, colle, cosmetici).
Sono sempre più frequenti i casi di allergie professionali, che colpiscono cioè determinate categorie di lavoratori a causa del contatto con sostanze irritanti; è il caso per esempio di dentisti, odontotecnici, artigiani, parrucchieri, estetiste.
Qual è il problema delle leghe metalliche utilizzate, per esempio, nella costruzione delle protesi dentarie? Queste leghe possono rilasciare metalli tossici in tracce, sia durante la manipolazione da parte del tecnico professionista, sia durante tutta la permanenza nella bocca del soggetto, dove la cessione è agevolata dalla presenza della saliva.
In conseguenza di ciò possono insorgere fenomeni irritativi, sensibilizzazioni o addirittura intossicazioni.
Anche metalli ritenuti puri, come l’oro, possono causare allergie, vuoi per azione diretta, vuoi per la presenza anche solo in tracce di altri metalli contaminanti.
Il nickel, metallo idrosolubile molto resistente all’ossidazione e alla corrosione, è largamente impiegato nell’industria metallurgica, per la preparazione di leghe con acciai (acciai inossidabili), nella cromatura dei metalli e nelle batterie.
E’ una causa ricorrente di dermatiti (messe in evidenza con prove cutanee dette patch test); inoltre può essere un agente cancerogeno per le alte vie respiratorie e per i polmoni, nel caso di lavoratori professionalmente esposti.
L’allergia al nickel (dermatite allergica da nickel) è la forma più comune di dermatite da contatto (DAC) nei paesi occidentali. Colpisce il 10% della popolazione generale, in maggioranza le donne. E ciò non a caso poiché il nickel è contenuto, sotto forma di impurità, oltre che in gioielli e bigiotteria, in molti prodotti cosmetici, quali ombretti, mascara, rossetti, fondotinta, detergenti, creme idratanti e nutrienti.
Il problema è talmente diffuso che l’Unione Europea ha elaborato una direttiva (94/27/EEC), entrata in vigore nel luglio 2001. Essa prevede una limitazione del contenuto per tutti gli oggetti contenenti nickel usati a stretto contatto con la pelle, nonché del rilascio, di tale sostanza; vieta inoltre la produzione e la vendita dei prodotti che non rispettano tali parametri.
L’unica possibile strategia di intervento si articola sulla prevenzione e sul trattamento.
Prevenire, in questo caso, significa evitare il più possibile il contatto con tale sostanza, ad esempio utilizzando prodotti cosmetici con contenuto in nickel controllato (riconoscibili dal marchio nickel tested) e creme-barriera che limitino il più possibile l’esposizione ad allergeni da contatto.
Così si può riuscire ad aumentare di parecchio la soglia di tollerabilità.
Per ridurre l’estensione, e la durata, della DAC in fase acuta è bene utilizzare preparati con funzione lenitiva e antinfiammatoria, prodotti lenitivi contenenti ossido di zinco e, nei casi più gravi, antistaminici e cortisonici.
Particolare attenzione va prestata alla dermatite allergica da contatto nei bambini, la cosiddetta sindrome del "cocco di mamma". Essa è indotta sempre dal contatto con l’allergene, causato dall’intimità e dalle coccole di genitori, parenti, amici che indossano gioielli, profumi o altri prodotti contenenti, anche in minime percentuali, nickel.
In questo modo il bambino può essere sensibilizzato precocemente, col rischio di portarsi dietro, per tutta la vita, questo spiacevole problema.
La dermatite è un’ infiammazione del derma di natura non infettiva. Il termine indica una lesione che si manifesta generalmente con arrossamento e gonfiore localizzati, e che può avere diversi gradi di intensità.
A questi sintomi primari si possono affiancare alterazioni visibili della struttura della pelle, quali pustole, papule, vescicole, essudato, secchezza cutanea e sensazione di prurito.
Le dermatiti possono essere dovute a cause sistemiche, per esempio legate all’assunzione di alimenti o farmaci, o a patologie diverse; possono essere di natura cutanea locale, causate dal contatto con sostanze irritanti o sensibilizzanti.
Molto frequente è il caso della dermatite irritativa da contatto (DIC), dovuta al contatto diretto della cute con sostanze irritanti, a macerazione cutanea in ambiente umido (ad es. nella dermatite da pannolino) o ad azione meccanica quale lo sfregamento ripetuto.
La dermatite allergica da contatto (DAC), invece, colpisce i soggetti predisposti il cui sistema immunitario, precedentemente sensibilizzato dal primo contatto con un allergene (sostanza in grado di determinare uno stato di allergia), a ogni successivo contatto con la sostanza sensibilizzante dà origine a una risposta infiammatoria.
A questi sintomi primari si possono affiancare alterazioni visibili della struttura della pelle, quali pustole, papule, vescicole, essudato, secchezza cutanea e sensazione di prurito.
Le dermatiti possono essere dovute a cause sistemiche, per esempio legate all’assunzione di alimenti o farmaci, o a patologie diverse; possono essere di natura cutanea locale, causate dal contatto con sostanze irritanti o sensibilizzanti.
Molto frequente è il caso della dermatite irritativa da contatto (DIC), dovuta al contatto diretto della cute con sostanze irritanti, a macerazione cutanea in ambiente umido (ad es. nella dermatite da pannolino) o ad azione meccanica quale lo sfregamento ripetuto.
La dermatite allergica da contatto (DAC), invece, colpisce i soggetti predisposti il cui sistema immunitario, precedentemente sensibilizzato dal primo contatto con un allergene (sostanza in grado di determinare uno stato di allergia), a ogni successivo contatto con la sostanza sensibilizzante dà origine a una risposta infiammatoria.
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