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Discromie cutanee



Biologia della pigmentazione

La colorazione della pelle dipende da tre pigmenti: l’emoglobina, il carotene e la melanina. L’emoglobina è la proteina che trasporta l’ossigeno nel sangue ed è contenuta nei globuli rossi. Da essa dipende il colore rosso del sangue, che varia di tonalità secondo la concentrazione di ossigeno (il sangue che circola nelle arterie, ricco di ossigeno, è di colore rosso vivo, quello che circola nelle vene è di colore più scuro perchè più povero di ossigeno). La colorazione del sangue che scorre nei vasi del derma è visibile sulla superficie cutanea che assume una colorazione rosata.

Il carotene è un pigmento giallastro che proviene dai vegetali assunti con l’alimentazione. Questo pigmento si accumula nello spessore dell’ipoderma e nello strato corneo dell’epidermide anche se, generalmente è presente in quantità minime e poco influisce sulla colorazione della pelle. La melanina è il principale pigmento cutaneo e da essa dipendono le differenze di pigmentazione tra persone di razze diverse e la tonalità del colore cutaneo di ogni individuo.
Il colore della cute normale dipende quindi in gran parte dal tipo e dalla distribuzione dei pigmenti melanici. La melanina è responsabile di cinque colori base della cute e dei capelli: nero, bruno, rosso, giallo e bianco (assenza di melanina).
Nell’uomo si hanno due tipi di pigmentazione melanica: quella costituzionale, geneticamente determinata in assenza di esposizione al sole o altre influenze, e quella facoltativa, indotta dall’esposizione solare (abbronzatura).
Un aumento della pigmentazione può essere dovuto anche a cause endocrine (gravidanze) o a interazioni della luce solare e disturbi ormonali (cloasma). L’intensità di pigmentazione melanica è variabile a seconda della regione corporea e del gruppo etnico.
Il ruolo fondamentale della melanina, una volta assorbita dalle cellule più diffuse della pelle (cheratinociti) è quello di costituire una barriera protettiva contro la penetrazione di dosi eccessive di radiazioni solari ultraviolette e, in particolare, dei dannosissimi UVB.

Disturbi della pigmentazione

Gravidanza, disturbi ormonali o epatici, eritema solare, invecchiamento, processi infiammatori, carenze nutrizionali: sono alcune delle situazioni che possono determinare l’insorgenza di fenomeni di iperpigmentazione cutanea. Queste alterazioni possono presentarsi sia come piccole lesioni puntiformi (efelidi) che come macchie relativamente estese (melasma del volto nelle donne gravide) e si manifestano quasi esclusivamente nelle zone esposte al sole. Poichè i danni subiti dalla pelle aumentano con il passare del tempo, spesso l’invecchiamento è accompagnato dalla comparsa di macchie pigmentate superficiali.
Il trattamento di questi inestetismi non è semplice e richiede tempi lunghi poichè gli effetti dell’inibizione della sintesi della melanina si possono apprezzare solo quando la melanina in via di formazione e quella già presente nei cheratinociti, sia stata eliminata attraverso il processo di desquamazione dello strato corneo.
Deve essere quindi evitata in tutti i modi l’esposizione al sole.