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Idratazione



L’idratazione cutanea rappresenta il miglior indicatore del benessere della nostra cute ed è direttamente correlato con la funzione barriera dell’epidermide.
Ormai è assodato, attraverso numerosi studi condotti, che la secchezza della cute è strettamente correlata alla tipologia di lamelle lipidiche presenti tra corneocita e corneocita (lipidi intracellulari) e dalla presenza del cosiddetto Fattore Idratante Naturale nello strato corneo. Questo fattore idratante è costituito da una miscela di acqua e principi attivi idrosolubili quali aminoacidi, urea, lattati, PCA (acido pirrolidon carbossilico) e ioni inorganici presenti in alta percentuale all’interno delle cellule (rappresentano fino al 10% in peso dello strato corneo).
Lo strato corneo è un tessuto dinamico, in continua evoluzione e tale evoluzione si sviluppa attraverso reazioni che avvengono in ambiente acquoso.
E’ per questo motivo che, se la barriera viene alterata, si ha perdita non solo di acqua, ma anche di lipidi intercellulari e così il normale processo desquamativo rallenta portando ad un’alterazione dell’aspetto della nostra pelle. Tutto questo succede perché il contenuto di acqua degli strati più superficiali dell’epidermide è estremamente ridotto rispetto agli strati profondi ed inoltre l’acqua è più “libera” a differenza di quanto succede per es. nel derma (legami molto stabili con molecole, quali i glucosaminglicani, in grado di intrappolarla).

Idratazione

In genere i prodotti che vantano un’attività idratante sono formulati sotto forma di emulsione, poiché questa forma si presta molto bene a veicolare, prima attraverso lo strato idrolipidico poi attraverso il corneo, una parte dell’acqua di cui è costituita. In parte quest’acqua evaporerà, ma una parte potrà essere veicolata in profondità attraverso l’impiego di opportune componenti grasse o da sostanze chiamate genericamente idratanti che, con meccanismi diversi, riescono ad aumentare il contenuto d’acqua dello strato corneo.

Così possiamo distinguere tra sostanze umettanti come i glicoli, la glicerina e il sorbitolo in grado di trattenere l’acqua sia proveniente dall’ambiente, dall’emulsione o dall’epidermide stessa; sostanze igroscopiche come i lattati, il PCA, l‘urea, gli idrolizzati proteici e gli zuccheri, in grado di aumentare la capacità ritentiva dell’acqua da parte dello strato corneo (molecole piccole, fisiologiche); sostanze occlusive come olii minerali, vaselina, lanolina, siliconi non volatili che agiscono riducendo la TEWL e favorendo l’imbibizione dello strato corneo; filmogeni come il collagene, acido ialuronico o polimeri che formano una sottile pellicola sulla cute che da una parte è in grado di trattenere l’umidità ambientale e dall’altra a diminuire la migrazione di acqua transepidermica; sostanze attive sulla barriera come acidi grassi polinsaturi, ceramidi, ecc. che rafforzano la capacità barriera e quindi trattengono acqua all’interno.
Normalmente queste sostanze vengono opportunamente miscelate tra di loro per portare avanti una strategia di multifunzionalità.